Mi interessano particolarmente quei luoghi che sono in grado di raccontare delle storie. Il Monte Ceneri è uno di questi e ha un grande potenziale cinematografico: per anni donne e uomini lo hanno valicato, disseminando indizi, segni, accenni di narrazione. 

Le terre del Ceneri: storie da leggere sul territorio

Questo territorio di transito è stato valorizzato tramite la realizzazione di un percorso storico e naturalistico che mette in relazione diversi punti di interesse intitolato “La via del Ceneri / Le terre del Ceneri”. Parte dalla piana di Magadino, che con i suoi ampi spazi, è uno dei territori più “western” del nostro cantone. 

 

Il cinema ama le utopie e le distopie. Stefano Franscini propose l’idea di fondare sul Ceneri la nuova capitale del Cantone, e di farne un simbolo di unione, il nome della città, mai edificata, avrebbe dovuto essere un beneaugurante “Concordia”.

Il transito sul Monte Ceneri, per secoli, è stato considerato pericoloso: bande di malviventi (spalleggiati dalle popolazioni locali) assalivano i viaggiatori. I nomi citati negli atti dei processi sono evocativi: “Barbanera”, “Il Carbonaio”, “Tagliabraghe”.  Mi immagino dei volti intensi, come quelli scelti da Vittorio De Seta nel suo “Banditi a Orgosolo”.

Si ricorda in particolare uno degli ultimi briganti del Monteceneri: tale Costantino Genotti, che nell’ottobre del 1864 assaltò la diligenza federale in transito. Si dice che il nome del comune “Robasacco” derivi proprio dalla presenza di questi figuri.

Attraversavano il Ceneri i Landfogti, quando scendevano a Sud delle Alpi per amministrare i baliaggi. Oggi, la grande casa in cui sostavano prima di arrivare a Lugano, ci riporta con lo spirito a quell’epoca lontana.

 

Oggi il Ceneri rimane ancora un percorso di transito importante a livello europeo. Con il fascino discreto del cemento armato, gli arditi manufatti necessari a garantire il transito di centinaia di migliaia di veicoli, segnano in maniera indelebile il territorio. Cosa potrebbe accadere sotto uno di questi cavalcavia?

Un punto particolarmente affascinante è dove convergono strada, ferrovia e autostrada. Camminare fra i giganteschi piloni di cemento armato toglie il fiato, quasi come quando si varca il portone di una cattedrale gotica.

Questa storia รจ stata redatta da

Olmo Cerri

Olmo Cerri, 1984, vivo a Lugano. Mi interessano i temi storici e sociali che racconto tramite documentari e progetti audio. Website: www.olmocerri.ch